NOn eSIsto

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Atomi, nient’altro che atomi.
Infiniti elettroni impazziti
attorno a nuclei apparentemente
incoscienti.
E’ così che mi percepisco
quando mi penso.
Vuoto, è tutto vuoto.
Non esisto.
Non sto scrivendo.
Sono il nulla che s’illude d’essere.

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vUotO = aMOre

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In questi giorni di scollamento dalla realtà, dove per realtà intendo quella oggettiva e razionale, riesco ad immergermi in questioni concrete come il riflesso assurdo che l’egoismo dei geni ha: l’amore.

Ho divorato decine di libri imperniati su storie d’amore struggenti e centinaia di poesie grondanti di sentimento liquido ma, alla fine di ogni lettura, per quanto diversa fosse dalle precedenti, avevo la stessa medesima sensazione: incompletezza. Ho rovistato a fondo dentro di me alla ricerca del perché di questo sentore e, solo oggi che mi avverto più individuo e meno totalità, ne capisco la provenienza: le storie d’amore non parlano d’amore ma solo delle sue manifestazioni. Fare una pazzia, uccidere, uccidersi e viaggiare per tutto il mondo sono solo alcune prove della presenza dell’amore ma, ad un attento sguardo che cinga da vicino la questione, non danno alcuna definizione del sentimento in sé. Troppe volte, in risposta alla domanda “cos’è l’amore?” ho sentito rispondere “l’amore è quando…”. Ebbene, sono stufo! Ditemi cos’è l’amore senza usare le sue manifestazioni! Non ditemi che l’alcool è la sbornia, perché non è così!

Basta!..ditemi che non è nient’altro che il lazzo a tempo determinato con cui i nostri geni garantiscono cure parentali ai loro post-cessori fintanto che essi stessi non saranno in grado di riprodursi a loro volta, ditemi che è un vestito che facciamo indossare a chi potrebbe portarlo bene e che lentamente si consuma mostrandoci le vere forme di chi ci sta davanti…

Ditemi qualcosa, ma basta con queste spiegazioni legate agli effetti!

Basta!

AnTAGoniStA

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La vita è l’antagonista della prosa perchè nulla che io viva potrà mai essere perfettamente delineato attraverso le parole e, ciò che ha un minimo di oggettività, nell’atto di essere riportato su carta diviene completamente soggettivo, disconoscendosi.
L’immaginazione, al contrario, non conosce ambiguità poiché è personale per definizione: ciò che scrivo è ciò che è perché prende vita mentre lo racconto. L’arte dello scrivere dovrebbe generare piuttosto che descrivere, dovrebbe essere quindi un procedimento inverso alla vita.
Il sogno e la fantasia sono le uniche vie per non operare traduzioni da ciò che esiste a ciò che scrivo e, dunque, la vita è l’antagonista della prosa.